Leggi e Norme

Acque

Le acque destinate al consumo umano

Il D.L. 31/01 del 02.02.2001 e s.m.i. definisce cosa si intende per acqua destinata al consumo umano (art. 2, § 1) (“Non sono solo le acque potabili, ma anche quelle di lavaggio di persone e cose”) e stabilisce i punti di prelievo (art. 6, § 1), i parametri e i limiti di conformità dell’acqua (all. 1). Distingue i controlli tra uno routinario ed uno di verifica (All. 2, Tab. A) e dà indicazioni sulla frequenza, tipologia e metodi di controllo, cifre significative dei risultati analitici,.. (All. 2, Tab. B, All. 3,..)

Le acque minerali

Non rispondono al D.L. 31/01, ma a una serie di norme specifiche (D.Lgs. 25/01/1992, n. 105; D.M. 12/11/1992, n. 546, D.M. 29/12/2003, … ) e non sempre i limiti sono sovrapponibili. Eclatante il caso dei
fluoruri che ha un limite di 1,5 mg/l per le acque destinate al consumo umano e 5,0 mg/l per le acque minerali ad esclusione di quelle destinate ai lattanti.

Le acque tecnologiche e sanitarie

Le norme CT-UNI 7550 sono riferite in particolare ai generatori di vapore e definiscono i parametri da tenere sotto controllo in relazione alla pressione dei generatori di vapore, i loro limiti e la frequenza di controllo.

La G.U. 103/2000 è una norma generale descrittiva del problema legionella e legionellosi, indica le misure di prevenzione e controllo nei sistemi impiantistici (art. 7), le strategie di intervento (art.9) ed i metodi di campionamento ed analisi (all. 1)

Le linee guida su G.U. 28/2005 sono in realtà riferite al settore turistico-ricettivo e termale, ma danno indicazioni più nette relativamente al cosa fare (l’analisi del rischio, la prevenzione, la bonifica,…) e sono quindi utilizzabili per tutto il settore civile in generale ed anche per il settore industriale.

Le acque reflue

Il Testo Unico D.Lgs. 152/06 e s.m.i. è la norma quadro di riferimento per la scaricabilità delle acque con la definizione dei ruoli istituzionali e tecnici, con le tabelle che indicano parametri di controllo e limiti per acque scaricate in pubblica fognatura, in acqua superficiale, a dispersione …

Il Testo Unico D.Lgs. 152/06 riprende il DM 367/04 e le disposizioni interpretative della Direttiva n. 137, concernente la fissazione degli standard di qualità per le sostanze pericolose che vengono elencate in tabella.

Il DL 59/05 è relativo alle autorizzazioni integrate Ambientali (IPPC)

Le acque di piscina ad uso natatorio

Conferenza Stato-Regioni – Accordo del 16 Gennaio 2003

Questo accordo, che è in pratica la norma quadro del settore: Classifica le piscine (art. 2 e 3); Impone la valutazione dei rischi e la redazione di un manuale e di un registro di autocontrollo (art. 6); Definisce le caratteristiche dell’acqua di approvvigionamento e di vasca (All. 1, § 2, 3 – Tab. A); Indica le sostanze chimiche consentite per il trattamento, i punti di prelievo, i requisiti termoigrometrici, di ventilazione, illuminotecnici e acustici (All. 1)

Le acque sotterranee – I piezometri

Il Testo Unico D.Lgs. 152/06 e s.m.i. definisce le concentrazioni di soglia nelle acque sotterranee. Sono 92 parametri indicatori. Attenzione: le acque sotterranee e le acque destinate al consumo umano non rispondono quindi alla stessa norma. Sono diversi i limiti ed i metodi di campionamento. Per le analisi non sempre si
possono utilizzare gli stessi metodi viste le diverse sensibilità richieste

Le acque ultra- pure (WFI …)

Il riferimento è la Farmacopea americana o europea nella sua ultima versione

Le acque di dialisi

Il DGR 1650/95 della Regione Lazio definisce le “Caratteristiche strutturali ed igienico-sanitarie” dei centri per dialisi. Nella Tab. 1 della circolare applicativa del 24 Maggio 1999 sono indicate le “Massime concentrazioni di contaminanti permesse nell’acqua per la preparazione del dialisato.

Più recenti, valide su tutto il territorio nazionali ma solo come linee guida sono le “Linee Guida su acque e soluzioni per dialisi del SIN“. Nei Cap. III e segg. si indicano i requisiti di base delle acque ed i metodi analitici di riferimento, i sistemi di disinfezione,… Nelle Tab. III.1 e segg. sono descritti i parametri, i limiti, le sedi e la frequenza di monitoraggio.

Emissioni in Atmosfera

DPR 203/88, DM Ambiente 12 luglio 1990 e DL 152/06
I decreti suindicati stabiliscono le regole per conseguire l’autorizzazione alle emissioni, i criteri per eventuali esoneri o accesso a procedure semplificate, le caratteristiche degli impianti di abbattimento delle sostanze emesse, i limiti di concentrazione che devono essere rispettati all’emissione. Nelle autorizzazioni sono contenute le prescrizioni obbligatorie a cui l’azienda deve attenersi, pena la revoca dell’autorizzazione.Il decreto legge 152 amplia il campo di applicazione del precedente 203/88, ad esempio includendo la gestione
dei solventi (di cui al DM 44/04).

Settore rifiuti

Dm Industria 16 maggio 1996, n. 392

Regolamento recante norme tecniche relative alla eliminazione degli oli usati

Dlgs 22 maggio 1999, n. 209 e s.m.i.

Attuazione direttiva 96/59/Ce relativa allo smaltimento di Pcb e Pct

Dlgs 25 luglio 2005, n. 151 e s.m.i.

Attuazione delle direttive 2002/95/Ce, 2002/96/Ce e 2003/108/Ce, relative alla riduzione dell’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti

Regolamento Parlamento europeo e Consiglio Ue 1069/2009/C

Norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale – Abrogazione regolamento 1774/2002/Ce

Regolamento Parlamento europeo e Consiglio Ue 850/2004/Ce e s.m.i.

Inquinanti organici persistenti

Regolamento Parlamento europeo e Consiglio Ue 1272/2008/Ce e s.m.i.

Classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele – Abrogazione delle direttive 67/548/Ce e 1999/45/Ce

Direttiva Parlamento europeo e Consiglio Ue 2008/98/Ce (recepita nell’ordinamento nazionale con il D. Lgs. 205/2010 e smi )

Direttiva relativa ai rifiuti – Abrogazione direttive 75/439/Cee, 91/689/Cee e 2006/12/Ce

Direttiva Parlamento europeo e Consiglio Ue 2006/66/Ce e s.m.i. (recepita nell’ordinamento nazionale con il D. Lgs. 188/2008 e smi )

Direttiva relativa alle pile e accumulatori e rifiuti di pile e accumulatori – Abrogazione direttiva 91/157/Ce

Dl 30 dicembre 2008, n. 208 convertito con modifiche in legge 13/2009, e s.m.i.

Misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell’ambiente

Dlgs 3 aprile 2006, n. 152 e s.m.i.

Norme in materia ambientale

Dlgs 17 agosto 1999, n. 334 e s.m.i.

Controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose

Dlgs 9 aprile 2008, n. 81

Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro – Attuazione articolo 1, legge 123/2007 – Abrogazione Dlgs 626/1994

Dm Ambiente 7 novembre 2008 e s.m.i.

Disciplina delle operazioni di dragaggio nei siti di bonifica di interesse nazionale, – Articolo 1, comma 996, legge 27 dicembre 2006, n.296

Dm Ambiente 27 settembre 2010

Criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica -Abrogazione Dm 3 agosto 2005

Dm Ambiente 29 gennaio 2007

Dlgs 18 febbraio 2005, n. 59 – Linee guida per l’individuazione e l’utilizzazione delle migliori tecniche disponibili, in materia di gestione dei rifiuti

 

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